Dieci batteristi inumani (i moderni)


Il culto per la batteria ce l’hai sempre avuto, già ai tempi della tua infanzia quando i gruppetti che si esibivano nelle sagre di paese  sfoggiavano clamorosi pezzi di liscio e il batterista non contava una ceppa. Alle tue orecchie negli anni successivi venne Roger Taylor, che sembrava immenso rispetto a quei signori pelati spesso baffuti che suonavano in piazza, ed ovviamente lo era. Il livello si alzò ancora di più quando Nicko arrivò a distruggere ogni presuntuosa convinzione giovanile a suon di rullate,  così come fece subito dopo la scoperta della doppia cassa grazie a Philty Taylor. E da allora ne hai conosciuti svariati di batteristi inumani e raccoglierne solo dieci è un’impresa ardua, così hai deciso di fare due top ten una con i batteristi classici ed un’altra coi moderni tanto per scremare un po’. Non c’è bisogno di spiegare la differenza no? Andiamo allora con i moderni:

10.Horgh

Il corpulento norvegese che presta la sua opera negli Immortal e negli Hypocrisy ha dalla sua violenza, una discreta varietà e una resistenza disumana. Ha dato un lustro tutto nuovo alla musica degli Immortal caratterizzandola con il suo tocco, una dote che ogni musicista desidera.

Non distruggiamo la bella didascalia piazzando una di quelle foto con Abbath che conosciamo tutti...

Ascolti consigliati: Immortal-“Sons of Northern Darkness”, Hypocrisy-“Hang Him High”

9.Dirk Verbeuren

Il talento di Verbeuren è senza limiti, riesce a passare dal brutal death degli Aborted alle composizioni nevermoriane del solo album di Dane, con in mezzo dei lavori giganti come quelli per Devin Townsend. Suona in pianta stabile con i Soilwork, ma lo fa sembrare come un dopolavoro con quella mole di collaborazioni che si sobbarca.

Magro come un chiodo, aspetto "malaticcio". Eppure picchia come un cravattaro della mala.

Ascolti Consigliati: Sybreed-“Permafrost”, Devin Townsend- “The Mighty Masturbator”, Soilwork-“Let this River Flow”

8.Chris Adler

Un batterista incredibile per tecnica e potenza, è facile perdersi nei suoi intricati pattern tra cambi improvvisi di velocità e doppia cassa devastante. Il suo stile è inconfondibile, come il suo “china”: come farebbero i Lamb of God senza?

E' meraviglioso vederlo saltellare su quel seggiolino mobile...

Ascolti Consigliati: Lamb of God- “Set to Fail“,Lamb of God-“Ruin”.

7.Van Williams

 I Nevermore hanno creato un nuovo modo di fare Metallo, grazie anche alla batteria funambolica di Van Williams, il motore perfetto per un estroso della sei corde come Loomis. Williams ha dato il via ad un modo unico di suonare la batteria assai personale ed imitato, dove  riprende la tradizione di Bill Ward, portandola ad un nuovo livello.

Certo che a vederlo non si direbbe...

Ascolti Consigliati: Nevermore-“The Seven Tongues of God”, Nevermore-“Born”.

6.Richard Christy

Lo ricordiamo tutti come l’ultimo batterista dei Death e nei Control Denied dell’immortale Chuck Schuldiner, Richard è un batterista mostruosamente tecnico che può suonare tutto quello che vuole. Oggi con i Charred Walls of The Damned ci delizia con i suoi numeri d’alta scuola su canzoni meno brillanti rispetto al suo passato glorioso.

Anche i capelli stanno diventando un bel ricordo...

Ascolti Consigliati: Death-“Flesh and the Power it Holds”, Death-“Scavenger of Human Sorrow”, Control Denied-“Consumed”, Charred Walls of the Damned-“Ghost Town”.

5.Peter Wildoer

Il bassissimo folletto svedese si è fatto conoscere ai più per aver partecipato alle audizioni per il posto lasciato vacante da Portnoy, una possibilità ottenuta grazie alla meravigliosa prova offerta sull’album solista di James LaBrie, ma chi lo conosce da anni sa che il vero Wildoer lo si può apprezzare sui dischi malatissimi dei Darkane. Un livello inaudito di ferocia e tecnica che lo proiettano subito dietro i giganti di questa top list.

Dietro il drumkit Peter Wildoer è un gigante, alla faccia della sua altezza da hobbit.

Ascolti Consigliati: Darkane-“Convicted”, Darkane-“Solitary Confinement”, Darkane-“Layers of Lies”, James LaBrie-“Mislead”.

4. George Kollias

Un mostro disumano, un essere posseduto da qualche divinità egizia che gli ha infuso una dote soprannaturale: quella di non incartarsi mai, neanche a 280 bpm. Ascoltare George in un disco dei Nile è un’esperienza totalizzante che distrugge la fiducia di qualsiasi batterista in erba e che fa godere chiunque altro. Brutale ed ipertecnico, lascia senza fiato guardare le sue clinic su Youtube.

George in uno dei rari scatti in cui si riescono a vedere anche le bacchette. Invece la faccia è sempre quella, calmo e pacioso anche a 280 bpm.

Ascolti Consigliati:Nile-“Ithyphallic”,Nile-“Those whom the Gods detest”.

3. Tomas Haake

Quando la brutalità e la tecnica non bastano allora rivolgetevi a lui. Il folle drumming estremo di Haake ha generato milioni di imitatori e volenterosi ispirati dal suo modo di suonare, spesso con buoni risultati. Ma al vertice c’è sempre lui, un micidiale essere snodato che viola le leggi della fisica deformando la realtà con dei tempi fuori da ogni logica.

Quella faccia da pazzo non è un caso, fidatevi.

Ascolti Consigliati: Meshuggah-“I”, Meshuggah-“Bleed”, Meshuggah- “I am Colossus”.

2.Gene Hoglan

Un batterista immenso, non solo tecnicamente. Ricordi come sei rimasto stupito la prima volta che lo hai visto in foto, e ancor di più quando nel 2005 hai ammirato la sua indiscutibile possanza con gli Strapping Young Lad, nella loro esibizione al Gods of Metal. Una schiera di collaborazioni lunga come la fedina penale di Provenzano e una riconoscibilità indiscutibile, rendono Hoglan unico, inimitabile ed imprescindibile. Soprannominato “The Atomic Clock”, per la precisione inumana che lo contraddistingue anche nei pattern più ardui, Gene è anche un ottimo compositore e chitarrista.

"Me so' messo la giacca perchè dice che sfina..."

Ascolti consigliati:Dark Angel-“Pain’s Invention Madness”, Death-“Overactive Imagination”, Death-“Zero Tolerance”, Strapping Young Lad-“Detox”, Strapping Young Lad-“Love?”, Fear Factory-“Mechanize”

1.Dave Lombardo

Il cardine fondante sul quale poggia una mole incredibile di Metal estremo, la rivoluzione che ha portato, la rivoluzione sonora che ha portato Mr. Lombardo con “Reign In Blood” è qualcosa di ineguagliabile. Un batterista capace di suonare tutto, in grado di suonare estremo e potente, ma anche morbido e latino. Un mostro assoluto che va apprezzato anche al di fuori degli Slayer, tipo recuperate subito i Grip Inc (RIP Gus Chambers) o quelle robe strampalate con i Fantomas.

Lombardo controlla la resistenza dei suoi tamburi, non sia mai che parta qualche scheggia. E tranquilli, il rullante di Lombardo non suonerà MAI come un fustino del detersivo.

Ascolti Consigliati: Slayer-“Angel of Death“, Slayer-“Epidemic”,Slayer-“War Ensemble”,Slayer-“Seasons in the Abyss”, Grip Inc.-“Pathetic Liar”, Grip Inc.-“Human?”, Grip Inc.-“The Answer”, Fantomas-“The Godfather”,Vivaldi:the Meeting-“Agitata da due venti”.

E la vostra top ten quale sarebbe? Commentate e solo dopo agitate quelle braccia con l’air drumming!!

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17 commenti su “Dieci batteristi inumani (i moderni)

  1. Premesso che non capisco niente di batteria, amo (amavo) Commando 😀 Pete Sandoval, Vinny “elicottero” Daze e quella bestia di Mike Smith (anche se umanamente non mi va molto giù :P), però non sono molto moderni…il primo perché gli ultimi dei Terrorizer preferisco non commentarli, il secondo è morto nel 96, poraccio, il terzo è uscito dai Suffocation 😥 Comunque concordo sulle prime due posizioni!

  2. Sì esatto, poi ammetto che molti nella lista non li conosco ahah (gruppi come i Lamb Of God o i Nevermore o i Meshuggah da quel poco che ho ascoltato non sono il mio genere…magari ritenterò in futuro :P)

  3. Pingback: Dieci Batteristi Inumani(i classici) | Rude Awake Metal

  4. che mi dici di Bostaph?…Hoglan è il mio preferito in assoluto…tra i moderni non so se hai mai sentito Rick Colaluca, un tizio malatissimo che fece un incredibile disco di progressive metal con i Watchtower, si intitolava Control and Resistance e lui era praticamente in assolo continuo..peccato che avessero un cantante stonato e irritante come pochi ( Alan Tecchio se non ricordo male…)

    • Bostaph è un ottimo batterista, mi piaceva molto di più ai tempi dei Forbidden quando poteva esprimersi in libertà, anche se con gli Slayer ha tirato fuori cose egregie.I Watchtower li conosco, Colaluca in effetti è un bel fenomeno e sì Tecchio era al microfono in quel disco. 😀

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