Ne Uccide più la Penna /3: Manowar (terza parte)


Buon inizio di settimana a tutti, volete partire con uno scatto bruciante? Allora addentratevi nelle prossime righe, dove andremo a ravanare insieme nella lirica dei Manowar. Con buona pace dei troll e dei rosiconi, andiamo avanti nello sviscerare l’enorme bagaglio culturale che si nasconde dietro le parole di DeMaio e colleghi. Soci no, è troppo.

1. Kings of Metal (1988)

– Wheels of Fire

“Spirit of the wheel”

“Spirito della ruota”

Una divinità molto particolare che nel paganesimo raffazzonato dei Manowar protegge il centauro. Nella prima stesura figurava uno  “Spirito del freno a disco”, purtoppo scartato in fase di revisione perchè troppo lungo.

“Clouds of smoke
Tires screaming
Fire in my hair
Blown into
A thousand pieces
Scattered everywhere
Fast, burn, burning, faster
Wanna take a ride
Spirit of the wheel
Wheels of fire ride”

“Nuvole di fumo,
le gomme urlano
Fuoco nei miei capelli
Spazzato via
in Mille pezzi
sparsi dappertutto
Veloce, brucia, brucia, più veloce”

Corri oggi corri domani, e il nostro sfortunato centauro si è ritrovato smembrato e bruciacchiato. Oppure è una scelta poco felice di vocaboli per la solita maledetta metafora?

-Kings of Metal

“We like it hard, we like it fast
We got the biggest amps, man they blast
True metal people wanna rock not pose
Wearin’ jeans and leather, not crackerjack* clothes”

“Lo amiamo duro, lo amiamo veloce,
Abbiamo gli amplificatori più grandi, fanno esplodere un uomo
Le genti del Metallo vero vogliono rock non pose,
Indossano pelle e jeans, non vestiti caramellosi*

 *i crackerjack sono dei pop corn caramellati molto dolci.

Un esaltazione poco riuscita del proprio amore per la musica dura, si trasforma in una peana dal sapore gay, dove si consiglia quali capi indossare per essere TRVE. Lasciamo stare poi la storia delle pose, perchè loro ne sanno fare a iosa, ma fingono di odiarle.

-The Crown and the Ring (Lament of the Kings)

“High and mighty alone we are kings
Whirlwinds of fire we ride
Providence brought us the crown and the ring
Covered with blood and our pride”

“Alti e potenti, da soli siamo Re,
Trombe d’aria cavalchiamo
La Provvidenza ci ha portato  la corona e l’anello
Coperti di sangue e del nostro orgoglio”

Un concetto che tutti avrete studiato nel momento in cui avete affrontato il Manzoni. La divina Provvidenza ha portato la corona e l’anello ai Re, ed è stata una faticaccia trovarli tra le numerose trombe d’aria.

“Saddle my horse
As I drink my last ale
Bowstring and steel will prevail”

“Sella  il mio cavallo,
mentre bevo la mia ultima birra
la corda dell’arco e l’acciaio prevarranno”

Bere prima di una battaglia aiuta un sacco. Almeno così credono i Manowar…

-Hail and Kill

“May your sword stay wet like a young girl in her prime”

“Che la tua spada rimanga bagnata come una giovane ragazza nella sua prima volta”

E’ un’immagine cafona e assai maschia, talmente stupida da risultare sublime.

“Rip their flesh
Burn their hearts
Stab them in their eyes
Rape their women as they cry
Kill their servants
Burn their homes
Till there’s no blood left to spill”

“Sventra la loro carne
Brucia i loro cuori
Accoltellali negli occhi
Violenta le loro donne mentre urlano
Uccidi i loro servi
Brucia le loro case
Fino a che non c’è più sangue da versare”

La parte in cui suggeriscono di accoltellare negli occhi i nemici è indubbiamente la parte più succosa di questo brano dai toni “barbarici”. Sembra scritta da Khal Drogo in persona, ammesso che abbia mai saputo scrivere.

 2. The Triumph of Steel

-Metal Warriors

“Heavy metal or no metal at all whimps and posers leave the hall
Heavy metal or no metal at all whimps and posers go on get out
Leave the hall”

“Heavy Metal o non Metal, tutti gli  inetti ed i poser lasciate la sala
Heavy Metal o non Metal, tutti gli inetti ed i poser andate via,
Lasciate la sala”

I Manowar ed il loro concetto di “pubblico selezionato”.

“There’s metal in the air tonite, can you hear it call
If you ain’t got the balls, to take it you can
Leave the hall”

“C’è Metallo nell’aria stanotte, puoi udire il suo richiamo
Se non hai le palle per prenderlo puoi lasciare la Sala”

Si presume che chi è al concerto abbia pagato, mi sembrerebbe poco intelligente pagare per vedere qualcosa che non si  è in grado di gestire. Forse DeMaio si riferisce alle sette ore di assoli fra un pezzo e l’altro.

“If you’re not into Metal, you are not my friend”

“Se non sei nel Metallo non sei mio amico”

Una dichiarazione di fronte alla quale non si può non esplodere con una fragorosa risata. (Ringrazio  Metal_for_the_Masses per avermi ricordato di inserirla!)

-Ride the Dragon

“Demon’s blood and dragon fire, falling on my wings
Racing to the battle in the sky
Ancient gods are calling me I hear them when they sing
Of all the heores who wait for me to die”

“Il sangue del demone ed il fuoco del drago cadono sulle mie ali
Mentre corro nella battaglia in cielo
Vecchi dei mi chiamano, li odo cantare
degli eroi che mi attendono  per morire”

Un traffico ed un inquinamento esagerato nel cielo manowariano. I vecchi dei che cantano fanno tanto “anziani avvinazzati in un’osteria”. Immaginiamo gli eroi che aspettano per morire, saranno impazienti proprio…

“Beneath the cloak of magic, I’ll meet them in the air
I am invisible, I move without a sound
They look but cannot find me, they think that I’m not there
With a spell I send them crashing to the ground”

“Sotto una cappa magica, li incontrerò in aria
sono invisibile, mi muovo silenzioso
Mi cercano ma non possono trovarmi, pensano che non sia lì
Con un incantesimo li faccio precipitare al suolo”

Una strofa per dire che è invisibile e che li abbatte alla chetichella. Finalmente un personaggio che non si lancia a petto nudo contro i nemici…

“Wait for me dragon, we’ll meet in the sky by fire and magic I am sworn
Hell is calling! We cannot be denied fly to the blackness of the storm
We must die to be reborn”

“Aspettami Drago, Ci incontreremo nel cielo, ho giurato per il fuoco e la magia
L’inferno mi chiama! Non possiamo rifiutarci di volare nell’oscurità della tempesta
Dobbiamo morire per rinascere”

Il Drago si è stufato di dei che cantano ubriachi e di liquami che gli cadono addosso e se la svigna, magari approfittando della cappa magica di cui sopra. Il tizio fa ricorso alla sua sciolta favella per convincerlo a rimanere, incappando nella bellissima   frase finale che convincerebbe chiunque a lasciarlo dov’è, senza rimorsi.

“Rule in hell or serve in heaven choose an altar or throne
All Commandments and the laws of man disown
Now eat the fruit of knowledge unto no one ye atone
Into the fire with your soul!”

“Regna all’inferno o servi in paradiso, scegli un altare o un trono
Tutti i comandamenti e le leggi dell’uomo rinnegate
Ora mangia il frutto della conoscenza e non espiare verso nessuno
Nel fuoco con la tua anima!”

Un frullato indigesto di John Milton, un catalogo MondialCasa e mitologia classica. Cosa volete di più? Una mountain bike con cambio Shimano a diciotto marce?

(Spirit Horse of the Cherokee sembra scritta da John Wayne che fa finta di capire gli indiani invece di sparargli come al solito, quindi leggetevela integrale.)

Per evitare lenzuolate l’analisi si ferma qui,  lunedì prossimo aspettatevi la quarta parte dedicata ai Manowar. Sperando che non ce ne sia una quinta…

Vi segnalo le prime due parti ed anche due speciali che hanno rimescolato il sangue a molti:

Ne uccide più la Penna /1: Manowar(prima parte)

Ne uccide più la Penna /2: Manowar (seconda parte)

Manowar Fail and Kill Parte Uno

Manowar Fail and Kill parte Due

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7 commenti su “Ne Uccide più la Penna /3: Manowar (terza parte)

  1. Pingback: Ne Uccide più la Penna /4: Manowar (quarta parte) « Rude Awake Metal

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