Ne uccide più la Penna /1: Manowar (prima parte)


Una nuova e culturalmente rilevante rubrica prende il via su R.A.M.: “Ne uccide più la penna… “, ovvero una selezionata e selettiva cernita di testi deliranti o poco comprensibili, comunque brutti, commentando a dovere ogni riga proposta. In buona sostanza, ogni martedì i testi più ridicoli di una band verranno presi di mira ed analizzati con l’occhio degenere di R.A.M. Agevoliamo il logo della rubrica…

E quale miglior gruppo poteva inaugurare una rubrica del genere se non i più tronfi, massicciamente coatti, pessimi scrittori se non i…

La leggenda vuole che per scrivere estraggano parole a caso da un barattolo contenente i verbi fondamentali (to be, to play, to fight ecc.) e le parole più epiche del loro ristretto  vocabolario (blood, kill,fight,die,brother e ovviamente Metal) mescolando il tutto.* E i risultati bizzarri non mancano…

Metal Daze, da Battle Hymn (1982)

“Yeah Currie says we’re on the edge
He said man you’re really graffic
This bands a social wedge
Yeah we all got hearts made of metal
And our blood is hot molten rock
And If I don’t hear the sound of metal
I go into shock”

“Yeah, Currie dice che viviamo sul filo del rasoio
Dice “sei proprio pittoresco”
Questo gruppo è una mania sociale
Bene, noi abbiamo un cuore fatto di metallo
E il nostro sangue è roccia fusa
E se non sento il suono del metallo
Cado in shock”

Currie aveva visto lungo, anzi nella sua gentilezza aveva definito DeMaio “pittoresco”. Oppure si tratta di un cambiamento apportato dal Demaio dopo aver ricevuto un epiteto assai più colorito? Belle le metafore sul cuore di Metallo(tema che tornerà spesso in futuro) e la roccia fusa.

Warlord, Into Glory Ride (1983)

“Ride, ride, ride, I’m the WARLORD of the road,
Riding, riding, riding, ain’t never growin old.”

“Cavalca,cavalca, cavalca[la moto], sono il Signore della guerra della strada,
Cavalcando, cavalcando,cavalcando, non invecchierò mai”

Vallo a dire ai commessi viaggiatori o agli autotrasportatori quanto sia bello essere in viaggio ogni giorno.

“Yea we’re livin’
in a sick world. The man on the T.V. said we
got lotsa trouble overseas, well what the hell
do I care? Think they care about me?
Stop sending money send em all a bomb.” 

“Sì, viviamo in un mondo malato. L’uomo alla T.V. dice che abbiamo un sacco di problemi oltreoceano, ma che diavolo mi importa? Pensi che a loro importi di me? Basta inviare loro denaro, inviamogli una bomba.”

La politica estera secondo i Manowar. Moderata e consapevole delle difficoltà che il mondo degli ’80 attraversava nelle zone calde del pianeta(che sono quasi le stesse di oggi). Si avverte un menefreghismo di fondo che crea sgomento, più che altro perchè maschera un’evidente carenza di affetto con quel “pensi che a loro importi di me?”

Secrets of Steel, Into Glory Ride (1983)

“Atop the mountain, where the river of steel flows
Black is the forest, white was the snow.
There as children, how could children know?
One without name or number soon would show.”

“Sulla cima della montagna, dove i fiumi di acciaio scorrono,
Nera è la foresta, bianca è la neve.
Come bambini , come potrebbero dei bambini saperlo?
Uno senza nome o numero presto si mostrerà.”

Cominciano ad infittirsi le trame in casa Manowar, chi è colui che si mostrerà? E perchè la foresta è nera? A causa dei fiumi d’acciaio? Per lo meno la neve è ancora bianca…

“A sceptre of iron could mercy bring.
A shield of gold, the Creator and king,
And the great sword of steel.”

“Uno scettro di ferro può portare pietà.
Uno scudo d’oro, il creatore ed il Re,
E la grande Spada d’acciaio.”

Poi me prendi, datosi che ce stai, du scatole de piombi da pesca, sei/sette tondini de ferro e una ventina de metri de cavo de rame.

Gloves of Metal, Into Glory Ride (1983)

“A hero’s welcome for those who heed the call.
We are together, we are all.
With hands high fists fill the air
Against the world we stand.
Hands high forever we’ll be there.
Gloves of Metal rule tonight. Yea.”

“Un benvenuto eroico per chi ha udito il richiamo.
Siamo insieme, siamo tutti
Con le mani in altro, pugni riempiono  l’aria,
Contro il mondo ci ergiamo.
In alto le mani, per sempre ci saremo
I Guanti di Metallo regnano stanotte! Sì.”

Il continuo suggerire di tenere le mani alzate è più consono ad una rapina, ma i Manowar devono tendere a sottolineare l’importanza e la forza dei Guanti di Metallo. Che per lavare i piatti non vanno assolutamente bene, va detto.

“I point my hatchet to the wind
I guard the gates and all within
Hear my sword sing as I ride across the sky
Sworn by the sacred blood of Odin onward ride.”

“Indico  la mia accetta al vento,
Sono a guardia dei cancelli e di tutti all’interno,
Ascolta la mia spada cantare mentre cavalco nel cielo.
Giurato con il sacro sangue di Odino cavalco”

Non deve essere facile fare la guardia con un’accetta al vento, mentre la spada canta durante una cavalcata in cielo. Odino è un tipo assai esigente.

Each Dawn I Die, Hail to England (1984)

“I taste the serpent’s poison
On the lips of the one I love
She brings this gift of witchcraft
I wear the cat skin gloves”

Ho assaggiato il veleno del serpente
sulle labbra di colei che amo
Mi ha donato la stregoneria
Indosso guanti di pelle di gatto.”

I guanti di Metallo hanno ceduto il passo a comodi guanti di pelle di gatto, facili da riporre e da portare quanto si vuole.

Hail to England, Hail to England (1984)

“We march from the hills down to London town
Join raise your hands or hide when we ride for the crown
The sign of the hammer and the black winds blow through the night
Long was our wait our meeting with fate is tonight”

“Marciamo giù dalle colline verso la città di Londra
Unisciti ed alza le mani, o nasconditi quando cavalchiamo per la Corona
Il segno del martello e i venti neri colpiscono nella notte
Lunga è la nostra attesa di conoscere il nostro destino stanotte.”

Al massimo un Té con la Regina…se ha tempo di ricevere quattro buzzurri.

“Army of Immortals”, Hail to Enlgand (1984)

“You stood beside us, the false ones cries
Your love is judgement, you gave us life
You wait in the rain, you walk through the snow
We give you our blood, we want you to know”

“Voi ci siete vicino, i falsi piangono
Il vostro amore è giudizio, ci date la vita
aspettate nella pioggia, camminate nella neve
Ci date il sangue, vi vogliamo conoscere”

Si capisce il desiderio di arruffianarsi i fan con delle sviolinate alla Minzolini,  ma l’ultima frase è chiaramente rivolta al pubblico femminile. Perchè come sappiamo ai maschi viene riservato il pubblico ludibrio.

“We have read your letters, we have heard your call
We were brought together cause we’ve got the balls
To play the loudest metal, so hard and wild and mean
You’ll live forever, we were born from your belief”

“Abbiamo letto le vostre lettere, abbiamo ascoltato il vostro richiamo
Ci siamo uniti perchè abbiamo le palle
Di suonare il Metallo più potente , così duro e selvaggio ed eccellente
Vivrete per sempre, siamo nati dalle vostre credenze”

I Manowar hanno le palle di suonare il Metallo più duro che c’è, ma sono nati dal desiderio dei fan. Un’ipotesi romantica e poco realistica sulla voglia di DeMaio di emergere e lasciare il lavoro di roadie per trovare un po’ di fica.

“In our eyes you’re immortal
In our hearts you’ll live forever”

“Nei nostri occhi siete immortali
Nei nostri cuori vivrete per sempre”

Soprattutto continuerete a sganciare denaro per millemila DVD, concerti in cui parliamo inutilmente per sei o sette ore e chiudiamo TUTTI i pezzi dopo cinque o sei giorni di riverbero e suoni a cazzo.

E per oggi chiudiamo qui quest’intenso primo viaggio nelle ardite composizioni manowariane. E’ stato duro fare una selezione, solo perchè era difficile cercare di non inserire le stesse frasi e gli stessi concetti scritti col “sistema barattolo” di cui sopra.  Vi do appuntamento alla prossima puntata, incentrata sui testi della seconda parte della carriera degli ameregani, dove si ride fortissimo.

Vi segnalo anche  i due speciali che hanno rimescolato il sangue a molti:

Manowar Fail and Kill Parte Uno

Manowar Fail and Kill parte Due

*la metafora sul barattolo è presa dalla recensione di “Louder than Hell” apparsa sul Metal Hammer all’epoca dell’uscita del disco. Mi sembra che la recensione fosse a cura di Luca Signorelli, non avendo sotto mano il giornale non posso verificare.

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8 commenti su “Ne uccide più la Penna /1: Manowar (prima parte)

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