Primal Fear- Unbreakable


“Repetita Iuvant” dicevano i Latini, e a sentire la proposta dei Fear avevano proprio ragione. I tedeschi tornano con un disco di inediti  intitolato banalmente “Unbreakable”* e tanto ma tanto Metal classicissimo. Gli undici pezzi più una intro di cui è composto questo mattoncino  sono delle deliziose variazioni su un tema che in casa Fear  conoscono a menadito: un power feroce dal taglio Priestiano condito da vocals strepitose. Ebbene sì, niente di nuovo e la cosa sorprende parecchio dopo le aperture alla sperimentazione negli ultimi dischi. Il sound dei Fear è da sempre figlio dei Priest più duri, ma col tempo ha raggiunto una quadratura ed una propria maturazione che elevano questo gruppo al di sopra della media e questo ritorno a sonorità più classiche non è un passo indietro ma un’attestazione delle capacità e della sicurezza che i Fear hanno raggiunto.

“Unbreakable” ritorna su binari che la band conosce benissimo e che ci catapultano dritti ai giorni di “Jaws of Death” o “Nuclear  Fire”, con il bonus del terremotante lavoro di Randy Black alla batteria: un’arma in più che viene sfruttata con le consuete cavalcate powerone in doppia cassa come nella sconquassante “And there was silence”,  nei brani più quadrati come “Metal Nation” o nelle ballatone tipo “Born Again”. Il nuovo innesto Alex Beyrodt alle chitarre, già apprezzato nel tour di supporto a “16.6”, duetta mostrando il suo gusto assai melodico con Magnus Karlsson, dando vita ad interessanti intrecci e riffoni davvero affilati. Il disco è trascinato anche dalla splendida ugola di Ralf Scheepers, sempre più bravo non solo per l’indubbia facilità a raggiungere i toni alti, ma anche per l’intensa personalità che connota il suo cantato.  Dopo pochi ascolti vi ritroverete ad agitarvi come dei debosciati e a sovrapporre la vostra voce sui ritornelli strappa-orecchie cantati da Ralf, garantito.

Passate sopra alcune ingenuità dei testi, alcune davvero grossolane, e fatevi trascinare da inni Metal gustosissimi ricchi di adrenalina, melodia e dinamismo. Passate sopra anche l’artwork  tremendo, tanto da meritarsi un posto nella “Gallery” ancora prima che il CD uscisse sugli scaffali, e godete di un lavoro che nell’ormai lunga ed invidiabile discografia dei tedeschi pretende e riesce a raggiungere la vetta, superando i suoi predecessori.  

Nessun compromesso ma tanto Metallo, quasi a dimostrare che a volte non è necessario reinventare la ruota, basta sapere come farla girare.

Tracklist:

1. Unbreakable (Part 1)  (intro)
2. Strike 
3. Give ‘Em Hell 
4. Bad Guys Wear Black 
5. And There Was Silence 
6. Metal Nation 
7. Where Angels Die 
8. Unbreakable (Part 2) 
9. Marching Again 
10. Born Again 
11. Blaze of Glory 
12. Conviction 
13. Night of the Jumps (bonus track limited edition)

 

Voto:

 

L’assaggio è la tanto bella quanto ingenua nel testo “Bad Guys Wear Black”:

"E' in partenza dal binario 11 un'altra tranvata di Metallo..."

*ma è questo il risultato del contest che fu indetto per farscegliere il nome del disco ai fan?

 

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7 commenti su “Primal Fear- Unbreakable

  1. Mmmmh…a sto punto lo devo sentire. E’ proprio sto video squallido con questo testo beota che m’ha trattenuto. Ma visto che per te è un bel lavoro, voglio rimetterlo nnella playlist. Poi ti faro’ sapere.. 🙂

  2. Pingback: Primal Fear- Delivering the Black | Rude Awake Metal

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