Vallenfyre- A Fragile King


Il dolore è da sempre un combustibile efficace per il motore dell’Arte; quante volte avete sentito tra le note di un disco l’esigenza di soffocare un momento difficile, dirigere la rabbia o una sofferenza cercando vanamente di dominarla attraverso la propria creatività?

Gregor Mackintosh, il chitarrista dei Paradise Lost, ci prova mettendo tutto quello che la scomparsa del padre ha scatenato, in una catarsi Death Doom Metal da antologia. Coadiuvato da illustri pards quali Hamish Hamiliton Glencross  dei My Dying Bride, Adrian Erlandsson, l’attuale  batteriologo per i succitati Paradise Lost e che non abbisogna di presentazioni, Gregor ci trascina indietro nel tempo: un tempo in cui il Death Metal era giovane e rozzamente irrequieto. Attraverso la lezione del passato oggi i chitarroni alla Entombed, tempi rallentati degni dei migliori Asphyx e ovviamente echi dei primissimi Paradise Lost, convivono nel plumbeo mondo dei Vallenfyre, dove non manca la speranza di una via d’uscita, ma sembra assai difficile e lontana da raggiungere.

Il lavoro è godibilissimo grazie alla solita sapiente mano in fase di scrittura del sig. Mackintosh,, “fine” cesellatore del sound così old school eppure così fresco; il chitarrista vanta inoltre un’ottima prova al microfono, tramite un growl profondo e assai raschiato. Trascinanti cavalcate e assoli semplici ma ficcanti, rallentamenti da infarto (altro che “breakdown” tzé!) tenuti da tanta viulenza, sono alla base dell’esperienza con i Vallenfyre. E la catarsi è servita…

Un disco come questo ci ricorda che per fare dell’ottimo Death Metal non è sempre necessario andare a cinquemila all’ora suonando riff contorti, ma basta saper picchiare dove serve. Consigliatissimo

Tracklist:

01. All Will Suffer
02. Desecration
03. Ravenous Whore
04. Cathedrals Of Dread
05. As The World Collapses
06. A Thousand Martyrs
07. Seeds
08. Humanity Wept
09. My Black Siberia
10. The Divine Have Fled
11. The Grim Irony
12. Majesty Dethroned [limited edition bonus]

Voto:

L’assaggio del disco si palesa nel videoclip di “Cathedrals of Dread”

"Me la tieni un secondo che devo devastare il microfono?"

 

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5 commenti su “Vallenfyre- A Fragile King

  1. Pingback: Paradise Lost- The Plague Within | Rude Awake Metal

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