Le dieci Cover venute quasi meglio dell’originale(possibile..?)


Ascoltando la cover di “Heartwork” dei Carcass suonata dai Fleshgod Apocalypse nel loro ultimo album, di cui avrete la recensione quanto prima, ti è venuto in mente che l’originale è molto meglio, nonostante la cura e la bellezza dell’arrangiamento. Infatti molto spesso le cover sono meri riempitivi o una divertimento senza alcuna pretesa, ma a volte queste versioni alternative sono miracolosamente migliori o almeno al livello del brano originale. Cari Rammers, i dieci migliori casi in cui una cover è quasi meglio dell’originale.

10. Firewind- Maniac

L’arcinota “She is a Maniac”, il brano che i Firewind hanno così sapientemente “metallizzato” è tratto dalla colonna sonora del film “Flashdance” con una giovanissima Jennifer Beals, all’epoca al suo secondo film (e’sti cazzi?)  , dove l’attrice o meglio la sua controfigura, si esibisce nelle celebri mossette nel body nero a culo scoperto. Una giovane saldatrice(aaah gli anni 80….) sogna di diventare ballerina e si spacca la schiena nel dopolavoro della ditta. O credo, non l’ho mai visto il film, un film che avrebbe anticipato i vari deliri odierni da starlette tipici dell’era “Saranno Famosi” e “Amici” de li mortacci  vostri.

(La versione originale)

9.W.A.S.P.- The Real Me

Blackie è sempre stato un fan dei The Who e lavori complessi ed ambiziosi come “The Crimson Idol” lo dimostrano. Questa cover apparve su “The Headless Children”,  la strepitosa voce di Lawless lo rende autentico mattatore di un pezzo forse inutile se non ci fosse lui a cantarlo. Da notare che nel video Blackie suona la chitarra con i guanti di pelle, roba che manco Malmsteen

(La versione originale)

8.Hammerfall– Child of the Damned

L’incredibile voce di Joacim Cans è il valore aggiunto di questa cover, una canzone contenuta nel baluardo della rinascita del Power “Glory to the Brave” del 1997.  I Warlord hanno il merito di aver composto la versione originale ed il demerito o piuttosto la sfortuna di essere rimasti un gruppo di culto sconosciuto ai più.

(La versione originale)

7.Iron Maiden- Women in Uniform

La canzone è del gruppo Australiano  Skyhooks che non si ricorda più nessuno, mentre l’adrenalina degli allora giovani Maiden resiste all’usura del tempo: il brano originale viene indurito e armonizzato  da chitarre NWOBHM che accompagnano il potente latrato di Paul DiAnno. Il video ricalca il promo girato dagli Skyhooks in salsa maideniana a base di mascheroni di gomma di Eddie ed equivoche donne in uniforme. Non l’avrei mai detto…

(La versione originale)

6.Motörhead- Louie Louie 

Trovare la versione originale di questo brano è assai arduo, soprattutto per quel che riguarda il testo, di cui non si è mai saputo esattamente quale fosse, a causa del cantato biascicato e delle interpretazioni fantasiose che sarebbe petulante e fuori luogo elencare, per cui in un acme di pigrizia vi rimando qui(in Inlgese, ma potete sempre tradurla male tramite Google Translate). Il brano è stato preso in prestito da millemila artisti, ma la versione dei Motörhead è sublime, la voce di Lemmy dimostra la classe che il “baffo più famoso del Rock” possiede dietro al microfono con quel suo raschiare spavaldo.

(La versione originale)

5.Metallica- Am I Evil?

L’abnorme mole di cover che hanno suonato i ‘Tallica ha reso la scelta di un solo pezzo molto complicata, complice il valore che il gruppo riesce a dare ai pezzi non propri. La vincente rimane “Am I Evil?” dei Diamond Head, brano gigantesco che i ‘Tallica hanno riproposto molto fedelmente all’originale, dotandolo però di una potenza superiore. In ballo fino all’ultimo “So What?” degli Anti-Nowhere League e “Whiskey in the Jar” dei Thin Lizzy.

(La versione originale)

4.Death- Painkiller

L’eterno Chuck si regalò questa stupefacente cover a chiusura del meraviglioso “The Sound of Perseverance” e nonostante la granitica perfezione del brano dei Priest, quella dei Death rimane una versione da ricordare. Scream feroci, batteria intricata quanto basta e chitarre che sono subito dietro quelle di Downing e Tipton.

3.Anthrax- Got the Time

I pazzoidi capeggiati da Scott Ian “coverizzarono” (bleah! che termine orrido) questo brano di Joe Jackson, appropriandosene per sempre. La versione iper-rimbalzante e dinamica di questa canzone fa  un sol boccone del brano originale. Ascoltare le due versioni per rendersene conto.

(La Versione originale)

2.Judas Priest- The Green Manalishi (with two pronged Crown)

Un pezzo acido ed atmosferico dei Fleetwood Mac diventa trascinante ed abrasivo nella versione dei Judas Priest regalando a questa song la sua forma definitiva, tanto che ancora oggi molti pensano che sia una canzone dei Priest e non una cover. Nel video la versione pubblicata sul live “Unleashed in the East”, la migliore.

(La versione originale.)

1.Nevermore- Sound of Silence 

Se non ci fosse l’arpeggio iniziale e il titolo inequivocabile nessuno potrebbe dire che questa è la cover della canzone di Simon&Garfunkel. Completamente stravolta e rimaneggiata, la semplice e celeberrima canzone così rivisitata raggiunge una perfetta “nevermorizzazione” e vive di vita propria. Questo si chiama rivisitare, altri hanno provato ma i Nevermore sono un’altra cosa.  Anzi erano…purtroppo.

(La versione originale)

Si conclude qui questa piccola classifica di ottime cover, vi ricordo che molte sono rimaste fuori e potrebbero essere oggetto di altri post in futuro. Senza contare che di cover brutte ce ne sono molte di più…

Non dimenticate di far sapere ai vostri amici quanti vi è piaciuto questo post!

Arriveduàr!




7 commenti su “Le dieci Cover venute quasi meglio dell’originale(possibile..?)

    • Assolutamente d’accordo Bimbo! “The Sound…” è uno dei dischi preferiti di sempre insieme a “Painkiller” perciò pensa che combo!

  1. Che figata Maniac dei Firewind!!La metto spesso a palla in macchina di notte…In confronto alla vocina di Sembello quella potente di Apollo fa impressione. Anche se in un paio di passaggi arriva un po al limite…
    Belle anche le altre scelte.Me ne vengono in mente altre bellissime di cover, ma tutte in ambito non.metal.

    Ciao E bellissimo blog!Complimenti

  2. A proposito di The green Manalishi, dello stesso album ti sei dimenticato della fantastica “Diamond and Rust” di Joan Baez!!!
    L’ho consumato quel vinile!!!

  3. @Fandorin: non l’ho dimenticata “Diamonds…” ho solo scelto una cover per gruppo, come per i W.A.S.P. 😉
    Apollo è un cantante con i fiocchi e la sua voce è personalissima, aspetto che mi fa preferire i Firewind ad altri gruppi Power odierni.

    Grazie per i complimenti, per i commenti e benvenuto! \m/

  4. Per me il power è una specie di “oggetto oscuro”. Di istinto lo’ho sempre “schifato” perchè mi danno fastidio le “scale a palla” (stile Dragonforce) e i “corretti semi-epici”. (alla Blind Guardian). Insomma lo stile pomp-power non mi ha sempre portato allo sbadiglio o allo skip frenetico. Poi negli ultimi anni, sarà la vecchiaia e un aumento di pazienza, piano piano ho iniziato a scoprire gruppi power un po”diversi” che mi piacciono e pure parecchio; i Firewind, i canadesi Borealis, I classici Kamelot. Tutti accomunati da belle voci, e per i primi due da un attitudine quasi hard rock. Oh, non mi bannare eh!!!Anzi magari seguendoti ne scopro altri!!!

    ciao

Commenti intelligenti

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